Eterogeneità in meta-analisi: cos'è e come si misura

I risultati degli studi di una meta-analisi non sono mai identici. In parte è questione di caso: ogni studio usa un campione diverso e il suo risultato è sempre approssimato. In parte, però, gli studi differiscono davvero, per esempio per tipo di partecipanti, intervento, misure o disegno di ricerca. Quest'ultima parte si chiama eterogeneità.

Conta perché, se gli effetti reali sono molto diversi tra loro, un solo numero, l'effect size globale, racconta poco. Capire perché gli studi differiscono è spesso uno dei risultati più interessanti di una meta-analisi.

Variazione osservata come somma di variazione vera ed errore di campionamento, e domande a cui rispondono Q, τ², I² e prediction interval

Come si misura

Esistono quattro strumenti, e ciascuno risponde a una domanda diversa.

Attenzione a I²

I² è una percentuale, quindi non dice quanto sono grandi le differenze tra gli studi (Borenstein et al., 2017). Con studi molto precisi può essere alto anche se le differenze sono minime, e con studi poco precisi può essere basso anche se sono notevoli. Per questo le etichette diffuse di "bassa", "moderata" e "alta" eterogeneità, associate a circa 25%, 50% e 75%, non andrebbero usate.

Per descrivere quanto gli effetti differiscono conviene riportare anche τ e un prediction interval.

Con pochi studi

Quando gli studi sono pochi, tutte queste misure sono molto incerte: meglio non fidarsi di soglie semplici e interpretarle con cautela. Vedi anche Quanti studi servono.

Che cosa fare

Per approfondire

Le formule e la discussione completa sono nelle pagine Heterogeneity e Methods and formulas del sito principale. Per studiare le cause dell'eterogeneità: moderatori e meta-regressione.

Riferimenti